VOLONTARIATO: come vivere una vera esperienza a basso costo?

Se hai aperto questo articolo ti sarà sicuramente balenato in testa, almeno una volta nella vita, il desiderio di ‘fare un viaggio di volontariato’.



Quando immagini il volontariato a cosa pensi? Io pensavo a posti lontani, culture diverse, bambini poveri, tanto aiuto da dare e altrettante cose da poter imparare: scoprire, conoscere, crescere.

È importante focalizzarsi sulle aspettative, perché per orientarti nel mare magnum di siti Internet in cui ti imbatterai, nelle fasi di ricerca e di programmazione il tuo unico faro deve essere ‘cosa cerchi dall'esperienza’.

Vuoi aiutare? Scoprire una nuova cultura? Vedere un posto nuovo? Perfezionare una lingua straniera?

Bene, dopo esserti immaginato con i bimbi in braccio, a salvare vite, a distribuire pasti agli affamati e a costruire pozzi per gli assetati, paladino del mondo e musa dei più bisognosi, puoi riaprire gli occhi ed iniziare concretamente ad organizzare il viaggio.

Chiarita l’aspettativa, è necessario assumere consapevolezza.

Considerato che il passaggio dalla teoria alla pratica cambia sempre la nostra prospettiva, la rinuncia ai comfort come l’acqua calda o la rete del letto, il calo del livello di igiene e sanità, lo stravolgimento del regime alimentare, lo sbalzo climatico; non sono di certo fattori da sottovalutare.

Ma come si fa concretamente?

Consulta guide online, leggi blog, studia la geografia, ma soprattutto mettiti in contatto con chi ha già vissuto l’esperienza e può raccontarti qualche dettaglio fondamentale. Siamo nel 2020, attraverso gli # su Instagram o le parole chiave su Facebook sono certa che sarai in grado di risalire al profilo di qualche temerario che prima di te è partito per un’avventura simile a quella che stai immaginando.

Dopo esserti documentato, ricorda: alla consapevolezza risponditi sempre con verità.

Cosa voglio dire?

Se sei disposto a lavorare in un orfanotrofio, ad insegnare l’inglese ai bambini, ad aiutare gli indigenti, ma non sei incline ad alloggiare presso una famiglia locale, a coprirti la pelle con un velo, a lavarti con acqua fredda, a soffrire il caldo; beh, devi rispettarti.

Scegli una soluzione che ti assicuri qualche comfort in più!

Se, invece, la consapevolezza della rinuncia di tutto e la completa immedesimazione in una nuova cultura ti entusiasmano, ti danno carica e adrenalina; allora devi ascoltarti. Mettiti in gioco, non te ne pentirai!

Dopo aver fissato l’aspettativa e raggiunto la consapevolezza di ciò che ti aspetta, è il momento di programmare il viaggio.

Anzitutto, voglio darti una notizia: il volontariato non è gratis!

Strano? No. Stai andando ad aiutare persone in difficoltà, hai scelto di metterti al servizio dei più bisognosi: chi pensi debba pagarti il biglietto aereo, vitto e alloggio?

Il problema non è che il volontariato costa, ma quanto costa!

In alcuni casi le associazioni che pianificano il viaggio chiedono più di 300€ per la sola quota associativa; da aggiungere al biglietto aereo e a qualche altra migliaia di euro di forfettario per vitto, alloggio e ‘servizi’. Insomma, non stupirti se per 3 settimane di volontariato dovessi ricevere un preventivo da 3000€!

“Assurdo” penserai, “un eccesso di lucro” se non “un vero e proprio furto”: non è necessariamente così, considerando il fatto che, seppur non te ne fossi accorto, ti sei affidato ad un’agenzia viaggi.

Con questo voglio dire che gli intermediari a cui demandi la pianificazione della tua esperienza di volontariato svolgono la stessa identica funzione di un’agenzia di viaggi: forniscono informazioni, organizzano il viaggio in ogni minimo dettaglio, assicurano servizi extra come acqua calda nella doccia o connessione Wi-Fi, il più delle volte curano l’aspetto formativo di preparazione all'esperienza e garantiscono la presenza di un tutor in loco 24 ore su 24.

Molti tra coloro che scelgono di fare volontariato, oltre a beneficiare di tutti questi servizi reputati necessari a garantire benessere e sicurezza, sono spinti dal desiderio di conoscere il mondo, migliorare una lingua straniera, fare nuove amicizie, rafforzare il curriculum con nuove soft skills.

A questo punto è comprensibile che molte associazioni considerino i programmi di volontariato come un ‘servizio’ offerto al volontario e che il costo, per quanto elevato, risulti del tutto giustificato. Insomma, la logica è che il ‘costo base’ per il biglietto aereo, vitto e alloggio, subisce un incremento direttamente proporzionale ai servizi erogati.

Se decidessi di vivere il volontariato come una missione umanitaria, rinunciando ad ogni comodità ed immedesimandoti negli usi e costumi locali, allora alti costi risulterebbero del tutto inappropriati.

Come si può fare volontariato a basso costo? Semplice, oltrepassando gli intermediari.

Esistono siti Internet che raccolgono opportunità di volontariato offerte direttamente da associazioni ed ONG locali.

Quando decisi di partire per l’India mi servii della piattaforma ‘Volontariato Internazionale’: tramite la pagina Facebook mi documentai sulle diverse opportunità e dopo le dovute valutazioni contattai direttamente l’organizzazione locale responsabile del progetto che avevo scelto.

Un’ altra alternativa è quella offerta da ‘Workpackers’ o da ‘Workaway’; due siti di network che, saltando ogni intermediario, consentono di entrare in contatto direttamente con famiglie, ONG, agenzie e aziende locali, prestando un servizio in cambio di vitto e alloggio.

In definitiva: se sei alle prime armi, senti il desiderio di un’esperienza diversa ma temi un salto nel vuoto, affidati ad un intermediario che possa rassicurarti consentendoti di non rinunciare all’opportunità ma di viverla serenamente.

Se decidi di usufruire dei servizi di un’agenzia, assicurati che almeno una minima parte del profitto vada a sostegno degli enti non-profit con i quali collabora.

Se desideri vivere un’esperienza a 360°, inizia ad interfacciarti con quel nuovo mondo sin dalla fase della programmazione; mettiti in contatto con gli organizzatori locali, che siano in India, in Africa o ovunque andrai, parlaci per telefono o via Skype, fai tutte le domande che vuoi. Quando feci la prima video-chiamata con il referente dell’organizzazione governativa di Jaipur notai subito l’abbigliamento strano, lo strano modo di parlare, un nuovo modo di gesticolare, l’ambiente circostante, i rumori… Il mio viaggio iniziò ancora prima di partire.


Giorgia Mirri